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foto quarantena

SPERANZA

Finirà anche la notte più buia e sorgerà il sole (Victor Hugo)

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raccontini brevi

Dialoghi in 40ena

UN DIALOGO TRA SALE E PEPE

Ehi Sal, hai mai provato a volare?
No Pep, lo sai, io al massimo nuoto.
Ma a nuotare sono capaci tutti.
Ma io sono capace di rilassarmi, tanto che mi sciolgo.
Ah che romantico sei, Sal.
No, no davvero!
Quindi non sai volare…
Beh no, perché tu sì?
Io sì.
E come fai?
Il trucco è avvicinarsi al naso dei giganti
Al naso?
Sì, poi succede tutto da sé.
Loro ti fanno entrare dentro e poi ti sparano in aria a tutta velocità.
Davvero?
Sì è una cosa pazzesca. Dovresti provare!
Certo Pep che ami proprio la vita spericolata!
Mah, non sempre, a volte si scende a volte sì…sale.
Ahahah sei una sagoma Pep, come farei senza di te?

UNA LITE TRA OLIO E ACETO

Ciao Oliver, oggi mi sento un pò triste.
Che ti succede Ace?
Ho molta nostalgia di quando ero una mela.
Dai Ace, non puoi pensare sempre al passato se no diventi acido.
Sì lo so, e pensare che ero così dolce un tempo…
Io non rimpiango i tempi che ero un oliva sai?
Davvero? E come fai?
Non so, era come se avessi dentro qualcosa di duro.
Ora mi sento molto più sciolto.
Sì fin troppo
Che cosa vuoi dire?
Che sei fin troppo molle.
Ma grazie! inizio a rimpiangere anche io di non averti conosciuto quando eri una mela.
Oh finalmente un po’ di ironia. Sei così untuoso a volte.
Senti chiudiamola qua. Se no finisce a brutte parole
Eh già e poi le tue orecchie extra vergini chissà …
Si pigliano più mosche con un cucchiaio di miele che con una botte d’aceto.
Beh allora zitto e mosca…
Antipatico…
Viscido…

UN DIALOGO TRA MIELE E ZUCCHERO DI CANNA

Ehi Mile, hai sentito che tra poco saremo fuori moda?
No! Perché? Cosa è successo?
È arrivata sua maestà…la stevia.
Ma figurati, stevia dei miei stivali!
Mai visto del miele con gli stivali
È un modo di dire, se solo avessi un po’ di sale in zucca
Non distingui una zucca da uno zucchero!
Intendevo dire che… beh lasciamo perdere.
Io non lascio perdere, se no la Stevia ci rimpiazza
Ma di cosa hai paura?
Ho sentito uno dei giganti che diceva:
«Da domani.. stevia, che ogni ansia di pancia allevia, puoi mangiarne a volontà senza timore di ingrassar»
Ma che idiozia…lo sanno tutti che il miele non ingrassa.
In effetti tu hai una forma invidiabile, Mile
Senti Zuc, ma il fatto che sei di canna ti ha forse dato qualche problema di concentrazione?

UN DIALOGO TRA KETCHUP E MAIONESE

Maya, sta arrivando il gigantino!
Wow allora oggi facciamo festa! Lui ci mescola sempre!
Ho una voglia di imbiancarmi tutto…
Ehi Ketch, ma come sei piccantino oggi!
Non sai quanto, Maya! È da lunedì che ti guardo e vorrei un pò del tuo limone
Sei diventato tutto rosso, ti piaccio tanto?
Quando sono con te, la paprika salta fuori dalla salsa e lotta con le cipolle
Ahahaha… esagerato. Secondo te ci sdraieremo su un hamburger?
Naaa, oggi ci arrotoleremo su un würstel!
Wow! Sai che sento le mie uova strapazzarsi solo al pensiero?
Maya, te lo chiedo adesso, mi vuoi sposare?
Ketch! Te l’ho già detto in tutte le salse.
Io non posso sposarmi in rosa.

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diario

25 aprile 2020

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Revival

Tutti in una classe

Buongiorno ragazzi. Seduti, seduti. Innanzitutto complimentoni al genio che ha imbrattato i gradini all’ingresso della scuola con quell’enorme scritta “devi vincere”. Chiara tu ne sai niente? Dici di no, eh? Come perché accuso te? Colpa d’Alfredo, che mi ha detto che con le bombolette spray sei un’artista. Eh va beh, prima o poi lo uccidi…bisogna pensarci prima di fare certe cose. Va beh, facciamo l’appello. Marco. Se n’è andato? Non era sul treno delle sette e mezza stamattina? Laura tu che ci fai il viaggio insieme…ah. Laura non c’è. Va beh. Luca. Assente anche oggi? Mi sa che sta ancora in un brutto giro quel ragazzo. Ne sai niente tu, Silvia? Silvia, lo sai? Niente…va beh lasciamo perdere l’appello che ho già visto che oggi è una catastrofe. Qualcuno vuole farsi interrogare? Margherita piantala con quelle tempere! Ho capito che ami i colori, ma io non posso stare fermo con le mani nelle mani a guardarti mentre sporchi tutta l’aula! Chiamo io? Dai chi è il volontario di oggi? Non è Francesca? Nino? Un po’ di coraggio, dai! Tredici anni e il cuore pieno di paura… GIANNA! Metti via quel coccodrillo! Allora non si offre nessuno? Oh, brava Giulia! Vieni. Allora, scrivilo sui muri…ehm, sulla lavagna. Sulla lavagna sulla lavagna, mi sono sbagliato Margherita! Non è che lei può e tu no…Margherita basta! Costruiscimi un silenzio che nessuno ha mai sentito, per favore. Allora, Giulia molto bene, vai a posto. Scriviamo la data: 21 marzo. SARA, svegliati! Alice piantala di guardare i gatti fuori dalla finestra! GIANNA! Non indossavi un maglione con un maiale che sventolava la bandiera inglese un attimo fa? Che fine ha fatto? Beh, cercalo! Come no? Sbrigati! Cerca il tuo Pig-maglione! Comincio a dettare, eh! Andrea, ti sei perso? Sveglia Andrea! China quel tuo profilo francese e posa i tuoi occhi di bosco sul foglio! Forza! Morgana, stai benissimo col cappello a punta e la bacchetta, ma puoi togliertelo e prendere la penna adesso? Marinella com’è possibile? Hai già gli occhi stanchi alle otto del mattino! SARA, sveglia! Dai Marinella! Toc, toc! Sto bussando alla tua porta! E tu! Toglile le mani dai fianchi! Linda ti sembra il momento di ballare? Va beh, Margherita è contenta! Margherita è sempre contenta quando qualcuno fa casino… Pippo, che acciderbolina fai? Valentina! Siamo alle solite. Il tempo non fa il suo dovere, e a volte peggiora le cose. E non dirmi che poi mi dilungo spesso su un solo argomento. Non è vero. Hey Joe? Dove stai andando con quella pistola in mano? GIANNA! CHE CI FAI COL NASO NELLA CARTELLA DI PIERO? No, Piero non spararle! Cosa annusi? Non c’è nessun tartufo! Agnese piantala di mangiare cioccolata! Ne hai il viso pieno, sei dello stesso colore del fondente! Sfido che poi dicono che sei dolce…Che puzza! Qualcuno ha pestato qualcosa per strada? Sally, lo sapevo. Cammini sempre senza nemmeno guardare per terra… GIANNA! Ma dove vai? Vieni qua! Ma che fai? Dove vai? Con chi ce l’hai?Vieni qua, ma che fai?
Dove vai, con chi ce l’hai? Di chi sei, ma che vuoi?
Dove vai, con chi ce l’hai? Butta là, vieni qua,
chi la prende e a chi la da!Dove sei, dove stai?
Fatti sempre i fatti tuoi!Di chi sei, ma che vuoi?
Il dottore non c’e’ mai!Non c’e’ mai! Non c’e’ mai!
Tu non prendi se non dai! Vieni qua, ma che fai?
Dove vai, con chi ce l’hai? Butta là, vieni qua,
chi la prende e a chi la da!Dove sei, dove stai?
Fatti sempre i fatti tuoi!Di chi sei, ma che vuoi?
Il dottore non c’è mai!Non c’è mai! Non c’è mai!
Tu non prendi se non dai! Vieni qua, ma che fai?

Da Zona cinque 15 febbraio 2010

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foto quarantena

Arcobaleno

Si dice che un arcobaleno nasca nel punto in cui è stato nascosto un tesoro.

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performance

Banale

Mentre ascolto penso: certo che Cere me le fai davvero fare tutte….ecco la sfida. Stavolta mi sa che è proprio con la “G”

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raccontini brevi

Farfalle

Lassù c’era come un enorme tappeto volante di farfalle.
Il cielo era quasi completamente coperto. La maggior parte era bianca.
I raggi del sole filtravano attraverso le ali come di solito fanno con le nuvole. Guardarle faceva male agli occhi.
Mattia, non aveva idea di come fossero arrivate tutte assieme, così all’improvviso.
Era in piazza, da solo, a giocare a pallone contro il muretto del cimitero.
L’eco dei suoi calci, nella piazza vuota del primo pomeriggio, era un momento prezioso.
Era stato tra i primi, o forse proprio il primo ad accorgersi delle farfalle ed ed era rimasto immobile a guardarle, con la bocca aperta e la gola secca.
Era uno spettacolo meraviglioso, ma anche un po’ pauroso.
In pochissimo tempo però la piazza si era riempita di gente.
Mattia fu spintonato da centinaia di gambe, alte quanto lui.
Aveva circa quattro anni e gli adulti, quando hanno la testa in aria, non si accorgono di chi sta sotto.
Le farfalle sfioravano i tetti delle case. Sembravano di fretta, come di passaggio verso altre terre.
Appena sopra la testa di Mattia si formò una fitta rete di voci.
«Stanno scappando da qualcosa!».
«Ci avvertono di una minaccia!»
«È il clima che è impazzito!»
«Sono state le piogge di Maggio!»
Un prete si era affacciato sul sagrato. Molti si erano voltati nella sua direzione.
Anche Mattia si era girato di riflesso e lo aveva visto solo per un attimo mentre si faceva il segno della croce.
Poi decine di persone si erano messe tra lui e qualsiasi cosa potesse vedere.
«Che Dio ci protegga!»
«Dio ci ha mandato tanta bellezza… dovremmo ringraziarlo invece…»
«Dio non c’entra niente!»
Mattia ascoltava tutto, anche se non capiva. Il fatto che neppure i grandi fossero d’accordo tra loro non lo faceva stare bene.
‘Le farfalle di solito volano senza fare rumore’ pensò.
Invece quel giorno sentiva chiaramente che le migliaia di ali producevano un rumore di fondo costante, che ovattava anche tutte quelle frasi difficili.
Poi un uomo estrasse un cellulare e lo puntò verso il cielo. Come un’epidemia tutti gli adulti estrassero dalle tasche i loro smartphone e li sollevarono. Mattia era là sotto. Nel sottobosco di cellulari, che stava sotto lo sciame di farfalle, che stava sotto il cielo.
Mattia cercò di mettersi in punta dei piedi,di spostare la testa, ma non riusciva più a vedere le farfalle.
Provò allora a farsi largo tra quella selva di gambe e dirigersi verso i gradini della chiesa.
Ma anche lì era ormai pieno di adulti con le braccia alzate e i telefoni in mano.
Ai lati della piazza le donne più anziane, alcune con la testa bassa e altre con una mano raggrinzita come visiera. Loro non dicevano niente.
Mattia a fatica riuscì a sgattaiolare fuori dalla folla, salì di corsa la scala esterna di casa sua e raggiunse il terrazzino, che dava sulla piazza.
Per un attimo si ritrovò da solo.
Con un lenzuolo bianchissimo sospeso sopra di lui e, sotto, un mare di braccia levate che ondeggiavano come un mare increspato.
Le voci, invece, non arrivavano fino al terrazzo
Piano piano il fiato grosso della corsa rallentò e Mattia si mise a gambe incrociate.
Sua mamma uscì sul terrazzino e lo abbracciò alle spalle.
«Hai visto che meraviglia Mattia?»
E Mattia lì, sospeso tra la terra e il cielo, si sentì felice.

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diario

creattività

In tempi di quarantena o ottantena ancora non si sa, quello che vince su tutto è la creatività. Solo un esempio di quello che si può fare quando dal tempo e dalla passione ti lasci guidare.

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performance

I bambini della nanna

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performance

Piacevolmente insensibile