Categorie
raccontini brevi

Gli gnomi di Londra

In una casa c’erano dieci gnomi,
ma nove erano spariti.
«Dove sono finiti tutti?»
chiese a voce alta quello che era rimasto.
Voleva uscire a cercarli,
ma era troppo stanco
E così si mise a dormire.
I nove gnomi erano andati a Londra
ma otto si erano persi
L’unico che non si era perso,
si trovava nel punto esatto dove doveva essere,
ma si sentì molto solo e quindi tornò a casa.
Degli altri otto gnomi
sette si ritrovarono in pizzeria.
Uno invece, che amava i kebab,
si staccò dal gruppo e,
dopo mangiato, soddisfatto, tornò a casa.
Finita la pizza, i sette uscirono in strada,
per cercare un locale dove ballare.
Uno era rimasto in bagno.
dopo aver fatto la pipì,
in un water verde oliva,
uscì e, non vedendo nessuno e non essendo molto esperto di Londra,
decise di tornare a casa.
I sette scelsero un locale a Chelsea:
era un music club che trasmetteva musica House.
Sei andarono a ballare
uno invece sentì una nostalgia così forte del suo letto che non entrò neppure nel locale
e, senza avvisare nessuno,
tornò a casa.
Nel locale, uno di loro si innamorò di una cubista
bionda e dalla pelle cioccolato.
Quando, alle tre del mattino, cinque uscirono dal locale
lui restò dentro con la cubista.
Ma lei, una volta scesa dal cubo,
disse che troppo giovane.
Lo gnomo, deluso e un filo imbarazzato, tornò a casa.
I cinque andarono in un pub non distante, a bere una birra.
In questo locale, che si chiamava Miami, c’erano poster giganti con il mare,
il sole e grandi spiagge.
Mentre quattro si ammazzavano di caffè americano,
uno continuava a fissava i poster.
Doveva andare in Florida!
Li salutò con la mano e uscì dal locale.
I quattro si guardarono tra loro e si accorsero di essere rimasti in tre.
Un altro infatti si era convinto di quanto la Florida dovesse essere mitica,
E così era scappato fuori, cercando di raggiungere il compagno.
I due che volevano partire, una volta fuori dal bar si accorsero di non avere i soldi neppure per un taxi e quindi
tornarono a casa chiacchierando di quanto doveva essere bella la Florida.
Uno dei tre nel locale andò alla cassa a pagare, e si accorse che non aveva abbastanza soldi per pagare anche il conto degli altri due.
Allora tornò al tavolo, ma gli altri due intanto erano usciti.
Così restò a lavare le tazze fino a mattina e poi, distrutto, tornò a casa.
I due camminarono, non vedendo arrivare il terzo, alzarono le spalle e iniziarono a passeggiare per Londra per tutta la notte.
Poi presero un pullman.
O meglio, uno prese il pullman, l’altro ci provò ma siccome correva piano, lo perse.
Così, rimasto solo, girò un po’ intorno a Kew Garden che era chiuso e poi se ne tornò a casa.
Il pullman su cui era rimasto l’ultimo gnomo, fece il giro di Londra e poi tornò in deposito.
Al mattino presto quando il pullman uscì dal deposito, l’ultimo gnomo scese e tornò a casa.
A colazione si ritrovarono tutti e nove gli gnomi e si raccontavano storie incredibili di cubiste, posti esotici, musica house, parchi, labirinti di strade,
Poi si contarono e uno disse «ma non dovremmo essere in dieci?»
Cercarono per tutta la casa, ma l’ultimo gnomo,
che poi era il primo, era sparito
«Dove sarà finito?»
Volevano andare a cercarlo, ma erano troppo stanchi.
Quello gnomo non tornò mai a casa.
Era molto famoso. Viveva a Londra, gestiva una discoteca, si era sposato con una cubista e aveva una casa in Florida.
Leggevano di lui sul giornale.
Lui avrebbe anche voluto rivederli.
Ma tornare a casa non era mai stato nei suoi piani.

3 risposte su “Gli gnomi di Londra”

Gian aveva ragione… Io che non frequento Facebook ho letto ora per la prima volta questo racconto ed è davvero simpaticissimo. Vorrei tornare a casa anche io, ma mi ci hanno rinchiuso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *