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Così lontani, eppure vicini

In questo periodo si sentono frasi di questo tipo. Dobbiamo stare vicini pur essendo lontani. Dobbiamo abbracciarci senza toccarci…va beh. Io capisco la necessità di tirarsi su di morale, di essere partecipi della stessa difficoltà eccetera, ma a me queste frasi fanno solo pensare a battute tipo “Lui è peggio di me”. – Ti seguo precedendoti – Ah, mi vieni dietro standomi davanti – esatto.

In realtà sono giorni in cui le uniche persone alle quali possiamo davvero stare vicini sono i nostri vicini. E qui voglio aprire un discorso molto poco politically correct sul fatto che, quanto a vicini, noi ci troviamo in una realtà che credo sia ai limiti del surreale. Qualche anno fa, parlando con un amico, gli avevo esposto la mia idea che al mondo le persone che hanno dei comportamenti che potremmo definire strani sono in maggioranza. Mi rendo conto della debolezza dell’osservazione. E’ chiaro che ognuno di noi ha dei canoni di cosiddetta “normalità” che possono essere tutti suoi, ma quando ripenso a quel discorso sono sempre più convinto che avesse un suo valore. Da quando vivo in questo palazzo mi sento più che mai pronto a difendere le mie teorie di allora. Dovessimo scriverci un romanzo avremmo dei “tipi” perfetti da mettere nella vetrina della letteratura moderna.

C’è quello che non potremmo che chiamare “the baker”, che anziché vivere in “Baker street”, come sarebbe più consono vive qui. Vive…si fa per dire. In quanto baker lavora di notte e di giorno dorme. Ha solo un piccolo problema nella vita. No, ho detto una cazzata. Ha un sacco di problemi. Il più evidente credo che sia la sua assoluta incapacità di rendersi conto che gli orari strani sono i suoi, e non quelli del resto del mondo. E’ capace di farti presente che lui il pomeriggio va a letto alle due e dorme fino alle sei e mezza. In questo lasso di tempo il mondo non può vivere. Lui arriva, si barrica in casa, tutto ben chiuso, e il silenzio deve regnare nell’arco di molti chilometri. In questo periodo è un uomo di mondo. Lui, rispetto a tutti noi, di notte va a lavorare e di mattina fa il giro a distribuire il pane. Il pomeriggio si chiude nel suo tempio del buio e forse non sa nemmeno dell’emergenza. Mia moglie sostiene che si metta la mascherina perché crede sia l’ultima moda. Un’altra caratteristica che a me fa impressione è che non sia in grado di fare assolutamente nulla. Niente di niente. Avvitare una lampadina? Ti guarda, pupilla tonda e sguardo vuoto, vedi attraverso al sua fronte un asino che balla suonando la fisarmonica. La sua claire cigola al punto da svegliarti i figli. Glielo fai presente e di nuovo le sue abilità manuali vengono allo scoperto. Insomma, l’ha fatto così la fabbrica e non è che lui è Dio e può intervenire su un cigolio di serie. Ricordo che mentre con lo spruzzino dell’olio risolvevo il problema nel suo garage mi guardava come fossi McGiver o uno dell’ A-Team. Dicono che il pane lo faccia bene. E minchia dico io…ci mancherebbe…non fai altro nella vita. Lady baker è un personaggino a modo. Quando parla col marito lo coccola con frasi tipo “fai silenzio, ignorantone!” “Ma che cazzo stai facendo adesso, sei rincoglionito?” “Non vedi che vai a sbattere? Rimbambito! Se non sei in grado stattene a letto!”. Però si vede che lo ama. Una volta lui aveva appena minacciato di avvelenare il gatto della vicina e lei lo ha difeso con un sorriso angelico dicendo in realtà è un grande amante degli animali. Ah, e sono gli amministratori del condominio. No. Non è che qualcuno li abbia eletti. No, non ne hanno titolo. Lo hanno deciso loro. E’ solo che hanno due pensieri nella vita: il pane e le scale.

Fortuna vuole che l’altro appartamento del piano di sopra sia disabitato. Già così la padrona di casa riesce a dare prova di instabilità mentale degna di nota.

Di fianco a noi vive “The voice of Turkey”. The voice ama cantare. Per le scale a qualunque ora del giorno e della notte. Tempo fa avrei detto che il suo genere fosse l’epic metal, ma in realtà spazia tra i generi più vari. Battisti, Ozzy Osbourne, dance anni ’80. E urla, sbraita, impreca. Sì, essendo from Turkey bestemmia a tutto volume, specie quando è in casa da solo. Però se la prende con qualcosa o qualcuno che noi da qui non possiamo identificare, ma sicuramente un’entità soprannaturale o un infido folletto che attraversa in modo inatteso la sua mente. Non ci potrei mettere una mano sul fuoco, ma una sera l’ho visto portare fuori la pattumiera con addosso solo una maglietta. Nel senso…solo quella. E basta. Però all’epoca ancora non viveva qui con “la sirena”. Non la chiamo così perché ricordi l’essere mitologico metà donna e metà pesce, né perché sia particolarmente ammaliatrice…ma per le sue doti vocali nei momenti, diciamo, di intimità. Questo sempre quando non viveva qui. Forse all’epoca non pensava che sarebbe diventata una vicina e, diciamo, si lasciava andare. Solo che a volte ho avuto il timore che mio figlio mi chiedesse cosa stava succedendo. Ora non la sentiamo più. E qui mi fermo. Fortunatamente c’è Boston che li tiene un po’ in riga. Sì, perché l’unico davvero normale in questo palazzo è lui, un bulldog inglese davvero simpatico.

I peggiori per stranezza comunque sono “i quattro”, sono una famiglia con due figli. Il padre, capelli lunghi, barba, lo si sente parlare da solo in spagnolo la mattina e urlare la sera. I figli, a vederli uno da scuola elementare e l’altra dell’asilo, cantano ninne nanne che sembrano gare di decibel e sbraitano andando in bici per il cortile (anche in orari in cui proibiti dall’editto di Baker) e la madre…la madre credo presto esaurirà in mezzo a tutto questo…

Con questi vicini…possiamo rivalutare l’aggettivo “lontani” o no?

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