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Caccia al tesoro pasquale per voi

Nella barba di Gian ho nascosto un nido di uccellini. Il loro cinguettio vivace è arrivato a tutti gli amici di questo gruppo, ma il tweet è arrivato anche al gatto che ancora non è giunto a casa Ceresoli, ma che già ha saputo che quando arriverà avrà un bel da fare in giardino per trovare quella rana che si nasconde tra i sassi e che spera di ritrovare la principessa che la bacerà, così da poter tornare un bellissimo principe. La principessa, però, è nascosta in un puzzle di Celeste e ha perso una scarpetta di cristallo, come quel bicchiere che ho rotto ieri dopo pranzo, in un brindisi fatto a distanza, un brindisi all’amicizia, come insegnava Mauro già un po’ di anni fa, quando cercava di far quadrare il cerchio, o meglio la sfera da pallavolo; ma il filtro magico per far crescere ragazze alte e anche intelligenti era nascosto nell’aula di pozioni di Piton, in un libro di Harry Potter che stava leggendo Carla. Il libro era della biblioteca di Colognola, e qui Assi lo mise sullo scaffale tra gli altri libri della saga e riprese a cercare le chiavi dell’auto, e poi finalmente potè chiudere la biblioteca e avviarsi sulla strada per me, ed io col naso in su. Ma il mio naso dopo i brindisi è un po’ rosso, anzi è proprio una pallina rossa e mi accorgo che è il naso di un clown e allora vado a cercare il legittimo proprietario. E mentre cerco nel cerchio del circo mi rendo conto che lì, nel centro, ci sono Diego e Dani che fanno numeri di alta giocoleria, di funambolismo; cercano l’equilibrio. Non è facile trovare l’equilibrio, è una questione di baricentro.

– Scusi, qui siamo a Bari?
– Sì, certo.
– Mi sa dire dov’è il centro?
– Perché cerca il centro di Bari?
– E’ una caccia al tesoro.
– Ah, mi dispiace ma non sono di qui.
– E perché allora mi ha chiesto a cosa mi servisse? – Cercavo di essere utile.
– Anche lei sta facendo una caccia la tesoro?

Non ottengo risposta e allora scappo e vado a cercare un po’ di pace e la trovo nel nome di Irene, che sta mangiando una costina grigliata dal suo papà il giorno di Pasqua, e il fumo salito dalla griglia ha disegnato in cielo una colomba alla brace, che Sebastiano ha riportato sul guscio del suo uovo sodo benedetto. Di Benedetto in Di Benedetto, Carla la stiamo cercando sommersa tra i lavoretti delle figlie, ma siamo certi che la ritroveremo sorridente come sempre e forse starà solo cercando un ingrediente smarrito per la torta di Anna, ma già esce dal forno un buonissimo profumo e noi lo seguiamo e si trasforma in un nastro colorato che Selene tiene in mano e balla, dolce e leggera. Il nastro ci guida e segue il coniglietto pasquale Celeste, e si avvolge in due fiocchi sulle enormi uova di Pasqua che stavamo cercando e siamo felici, sono bellissime e anche buonissime, e mi ricordano, così grandi, e due, un’immagine che spesso uso per spiegare quanto mi diverto in quarantena, ma essendo questa una storia serena, meglio usare un’altra immagine e dire: che barba!

Come quella di Gian, nella quale ho nascosto un nido di uccellini. Il loro cinguettio vivace è arrivato a tutti gli amici di questo gruppo…

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